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EMILIA-ROMAGNA: Premio Cultura a Mariangela Gualtieri e Nino Migliori

ATTUALITÀ - La poetessa e drammaturga, Mariangela Gualtieri, e l’artista e fotografo, Nino Migliori, sono le due personalità scelte dalla Regione per l’edizione 2025 del Premio Emilia-Romagna Cultura. Il riconoscimento, alla seconda edizione, è stato conferito dalla Giunta regionale e sarà consegnato a gennaio 2026 nel corso di una cerimonia pubblica dal presidente, Michele de Pascale, e dall’assessora alla Cultura, Gessica Allegni. “Abbiamo scelto due figure importanti per la cultura emiliano-romagnola- spiegano de Pascale e Allegni-. Gualtieri e Migliori sono artisti di riconosciuto talento che, con il loro lavoro, hanno dato lustro e arricchito la nostra regione. Le loro opere hanno promosso la nostra terra e la nostra identità al di fuori dai confini regionali. Riteniamo perciò giusto esprimere la gratitudine di tutta la comunità dell’Emilia-Romagna e consegnare questo riconoscimento per il loro impegno e il loro straordinario contributo in ambito culturale”. Per la poetessa Mariangela Gualtieri, nata a Cesena dove tuttora risiede e lavora, una delle voci più intense e riconoscibili della poesia contemporanea italiana, la motivazione del premio è legata al suo contributo straordinario alla valorizzazione della poesia e del teatro in Emilia-Romagna, con un impatto che ha travalicato i confini regionali e nazionali. Per il fotografo Nino Migliori, uno dei più importanti e versatili autori italiani nel campo della fotografia artistica, nato a Bologna dove ancora vive e lavora, la motivazione è legata alla continua ricerca condotta nel corso di oltre sette decenni ottenendo riconoscimenti nazionali ed internazionali. Il Premio Emilia-Romagna Cultura, ideato dall’assessore alla Cultura Mauro Felicori nella passata legislatura, viene assegnato annualmente a una donna e a un uomo che si siano particolarmente distinti in ambito culturale, scelti tra le persone in vita che siano nate e/o residenti, vivano o lavorino in Emilia-Romagna e che abbiano dato lustro alla regione nel corso della loro vita.

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CESENA: Si barrica in casa con la figlia, portata fuori dopo 17 ore | VIDEO

CRONACA - Si è conclusa con un lieto fine la vicenda della donna che da più di 17 ore si era barricata in casa con la figlia piccola nel suo appartamento di via Viareggio a Cesena. La donna, di origine colombiana e con una bambina di circa due anni, dopo ore di trattative ha aperto la porta ai Carabinieri che l’hanno scortata fuori in sicurezza. Le forze dell’ordine, assieme ai Vigili del Fuoco e al personale del 118, avevano presidiato l’area per tutta la notte, mantenendo costante il contatto con la donna nel tentativo di farla desistere. Secondo le prime informazioni tutto era nato da una condizione di disagio della donna dovuta alla difficile relazione con l'ex compagno e ad alcune difficoltà abitative. L’allarme era scattato nella serata di martedì, quando la madre, in evidente stato di agitazione, aveva deciso di chiudersi in casa con la figlia, interrompendo ogni comunicazione con l’esterno. Immediatamente era stato attivato un dispositivo di emergenza che ha visto coinvolti Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco e operatori sanitari, pronti a intervenire in caso di necessità. Le ore successive sono state caratterizzate da un lungo lavoro di mediazione e dialogo, condotto con estrema prudenza per evitare qualsiasi rischio per la donna e per la bambina. Intorno alle 9.30 di questa mattina, la situazione si è finalmente sbloccata: la donna ha accettato di aprire la porta e si è consegnata ai militari.

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RIMINI: Chiuse case famiglia per anziani, erano senza autorizzazione

CRONACA - L’Amministrazione comunale di Rimini ha disposto la chiusura entro 15 giorni di tre Case Famiglia per anziani presenti sul territorio e gestite dalla stessa Società in quanto esercitavano l’attività di Casa Residenza Anziani - CRA senza essere in possesso di autorizzazione. Il provvedimento arriva a seguito dei sopralluoghi effettuati tra settembre e ottobre nelle tre strutture dall’Unità Operativa di Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda USL Romagna – Rimini insieme al Settore servizi per la non autosufficienza del Distretto. La prima e più grave inadempienza, che ha portato al provvedimento di chiusura dell’Amministrazione Comunale, riguarda la presenza nelle strutture di ospiti in condizioni di fragilità e di non autosufficienza non compatibili con i servizi e le dotazioni di una Casa Famiglia.  Secondo quanto previsto dal Regolamento per la disciplina delle Case famiglia per anziani e disabili adulti, il gestore può accogliere solo persone “in condizioni di autosufficienza o di lieve non autosufficienza, tale comunque da non compromettere in maniera significativa la capacità di compiere alcune delle principali attività della vita quotidiana”. La quasi totalità degli ospiti presenti (12 su un totale di 13 ospiti) nelle strutture presentava invece condizioni di non autosufficienza grave o moderata tali da richiedere un più appropriato servizio assistenziale, così come previsto dalla legge regionale in materia.  Di fatto, secondo quanto riscontrato da Asl e Settore servizi, il gestore ospitava stabilmente un’utenza che dovrebbe essere accolta solo in Casa Residenza Anziani, struttura adatta a persone non autosufficienti con bisogni assistenziali continuativi. Nel corso dei controlli sono state poi riscontrate altri gravi mancanze e inadempienze rispetto alla gestione delle principali prassi (terapie farmacologiche, dispositivi di supporto, documentazione degli ospiti), alla manutenzione delle strutture e all'organizzazione del personale in servizio. Già da ottobre tutte le famiglie dei tredici ospiti sono state contattate dal Comune e preallertate affinché potessero attivarsi per trovare soluzioni alternative in strutture idonee. Dei tredici ospiti presenti, 8 sono residenti nel Comune di Rimini e sono stati presi in carico dai servizi territoriali per essere accompagnati in questa fase di trasferimento.

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CESENA: Madre da 15 ore barricata in casa con la figlia piccola

CRONACA - Preoccupazione a Cesena per una donna che ormai da più di 15 ore si è barricata in casa con la figlia piccola. La vicenda si sta consumando nel quartiere di San Mauro in Valle, in via Viareggio, dove da martedì pomeriggio è in corso un delicato intervento delle forze dell’ordine.   Secondo quanto ricostruito, la donna – che si troverebbe in una condizione di fragilità psicologica – si è chiusa nell’abitazione al quinto piano di una palazzina, rifiutando qualsiasi contatto con l’esterno. Alla base della crisi ci sarebbero dissidi di natura familiare.   Sul posto, sin dalle 18 di martedì, sono presenti Vigili del fuoco, Carabinieri e Polizia di Stato, che hanno presidiato l’area per tutta la notte. L’imponente dispiegamento di mezzi – quattro automezzi dei Vigili del fuoco e tre gazzelle dei Carabinieri – ha attirato l’attenzione dei residenti, con diversi curiosi che nel pomeriggio si sono fermati in strada per capire cosa stesse accadendo.   Attualmente, sul pianerottolo dell’appartamento i Carabinieri stanno parlando con la donna, cercando di convincerla ad uscire e a collaborare. I Vigili del fuoco restano pronti a intervenire in caso di necessità, mentre la Polizia di Stato coordina le operazioni e monitora la situazione dall’esterno.   Durante la notte non si sono registrati particolari sviluppi, ma la tensione resta alta. Le forze dell’ordine continuano a trattare con la donna per riportarla alla calma e mettere in sicurezza sia lei che la bambina, nella speranza che la vicenda possa concludersi senza conseguenze.

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RAVENNA: Colpo all’Esp, bottino da quasi 200mila euro | VIDEO

CRONACA - Un colpo velocissimo, durato appena tre minuti, ha scosso lunedì sera il centro commerciale Esp di Ravenna. Un commando composto da almeno quattro persone, volto coperto da maschere in lattice e guanti, ha preso di mira due gioiellerie a pochi metri di distanza: Si Anelli e La Gioielleria. Professionisti, secondo gli inquirenti, capaci di agire con precisione e freddezza. I banditi sono entrati dall’ingresso Est, mescolandosi ai clienti prima della chiusura. Poi si sono divisi: due hanno assaltato Si Anelli, gli altri La Gioielleria. Con mazzette hanno infranto le vetrine e riempito sacchi nascosti in carrelli della spesa, pronti per la fuga. L’addetto alla sicurezza ha tentato di reagire, ma uno dei rapinatori gli ha puntato una pistola contro e gli ha strappato la ricetrasmittente per impedirgli di dare l’allarme. L’uomo è rimasto illeso, ma il terrore è stato grande. Il bottino, ancora in fase di quantificazione, potrebbe sfiorare i 200mila euro. I rapinatori sono fuggiti con due auto: una Fiat Panda rubata pare nei dintorni di San Pietro inVincoli e ritrovata nella giornata di ieri, e un’Alfa Romeo anche questa rubata.  Le indagini della Squadra Mobile e della Scientifica, coordinate dal pm Francesco Coco, puntano sulle immagini delle telecamere di sorveglianza. Resta da chiarire l’origine del gruppo: alcuni testimoni parlano di un accento del Sud, altri di inflessione dell’Est Europa. Gli inquirenti non escludono che la banda, forse composta da cinque persone, avesse compiuto sopralluoghi nei giorni precedenti e goduto dell’aiuto di un basista locale.

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