Ricerca

RIMINI: Bartolucci conferma l'alibi, “Dassilva non si è mosso di casa” | VIDEO

CRONACA - Nel corso dell’ultima udienza al tribunale di Rimini sull’omicidio di Pierina Paganelli, Valeria Bartolucci ha confermato l’alibi del marito. “Dassilva era in casa durante l’aggressione”, ha dichiarato alla Corte.   La testimonianza bis di Valeria Bartolucci ha permesso di ripercorrere quanto accaduto la sera dell’omicidio di Pierina Paganelli in via del Ciclamino a Rimini. Sentita nuovamente dal pm e dagli avvocati delle parti, la moglie dell’unico imputato Louis Dassilva, ha blindato l’alibi segnando un punto a favore per la difesa. Secondo la ricostruzione della donna, il marito quella sera guardava un film con lei. Era sul divano, limitato negli spostamenti da un infortunio alla gamba. Il pm ha però contestato in aula diverse difformità rispetto a quanto la moglie dichiarò nel corso delle indagini, dato che a un certo punto si sarebbe addormentata. La donna resta però convinta che Louis non sia mai uscito di casa. I suoi legali hanno sottolineato lo stress psicologico a cui è stata sottoposta in questi anni. A questo punto non resta che confrontare la deposizione di Bartolucci con quella del marito imputato, attesa per il prossimo 23 marzo. Resta ancora da confermare la sua partecipazione, ma da quanto si apprende, sarebbe intenzionato a rispondere a tutte le domande della procura.

Thumbnail RIMINI: Bartolucci conferma l'alibi, “Dassilva non si è mosso di casa” | VIDEO

CALCIO: Gerli è nella storia del Modena, "Col Cesena ci è mancato solo il gol" | VIDEO

SPORT - Il derby col Cesena ha rappresentato un momento speciale per Fabio Gerli: il capitano del Modena è stato infatti premiato per aver toccato quota 200 presenze in maglia gialloblù, un traguardo che il centrocampista ha onorato sfiorando il gol che avrebbe dato la vittoria ai canarini. "Raggiungere questo traguardo mi ha rero davvero orgoglioso - ha commentato - perché non è qualcosa che capita tutti i giorni nella carriera di un calciatore e per questo voglio ringraziare la società e tutte le persone che mi hanno dato la possibilità di arrivare fin qui. È un motivo di grande soddisfazione personale e spero che da qui alla fine della stagione la squadra possa centrare obiettivi importanti e chiudere l’annata con risultati positivi". Gerli è stato anche il giocatore più pericoloso del Modena nel derby col Cesena: suo il palo che ha fatto tremare i tifosi bianconeri presenti sugli spalti del "Braglia": "A mio avviso abbiamo disputato un’ottima partita: la squadra ha giocato bene e con grande attenzione, concedendo praticamente nulla ai bianconeri. È vero che stanno attraversando un momento complicato, ma restano comunque una formazione con valori importanti. Noi dobbiamo continuare a seguire il nostro percorso e mantenere questo atteggiamento. Il rammarico, semmai, riguarda alcune gare precedenti in cui avremmo potuto almeno strappare un pareggio: quei tre o quattro punti in più oggi ci avrebbero probabilmente permesso di occupare il quinto posto in classifica".

Thumbnail CALCIO: Gerli è nella storia del Modena, "Col Cesena ci è mancato solo il gol" | VIDEO

RAVENNA: Certificati anti Cpr, l’inchiesta potrebbe allargarsi

CRONACA - Potrebbe allargarsi l’inchiesta sui certificati anti Cpr, che vede al momento indagati per falso ideologico otto medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale, per i quali è stata chiesta la sospensione dal lavoro per un anno. I camici bianchi sono accusati di avere falsificato i referti per evitare che alcuni immigrati irregolari andassero nei Centri di permanenza per i rimpatri. Secondo quanto riporta la stampa locale, dall’analisi delle chat emergerebbe spesso il nome di un medico infettivologo di Milano, che avrebbe incoraggiato i sanitari a firmare l’inidoneità dei migranti. In una delle conversazioni esorta i medici a ‘mandare copia delle certificazioni’, per tenere una ‘mappatura’. Parrebbe un riferimento a una sorta di boicottaggio del sistema che va oltre il territorio ravennate, e che potrebbe riguardare anche altri ospedali. Intanto la Procura continua le analisi sulle chat e le mail scambiate tra gli indagati, in settimana è previsto l’interrogatorio di garanzia per decidere sulla richiesta di sospensione dal servizio per gli indagati. Le accuse per i medici del Santa Maria delle Croci potrebbero comprendere anche l’interruzione di pubblico servizio.

Thumbnail RAVENNA: Certificati anti Cpr, l’inchiesta potrebbe allargarsi

RAVENNA: Delitto Minguzzi, ricorso in Cassazione contro assoluzione | VIDEO

CRONACA - La Procura generale di Ravenna ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo la condanna  all’ergastolo anche per l’unico dei tre imputati che è stato assolto per l’omicidio di Pier Paolo Minguzzi avvenuto nel 1987 nel Ravennate. La sentenza della Corte d’appello è stata impugnata, come si legge sulle pagine del Corriere Romagna, per riconoscere per tutti e tre anche le aggravanti della crudeltà e dei motivi futili e abietti dell’omicidio del 21enne studente e carabiniere di leva di Alfonsine, nel Ravennate. Il caso irrisolto era stato riaperto otto anni fa  e Orazio Tasca e Angelo Del Dotto, oggi 61 e 62enni, assolti in primo grado sono stati condannati al carcere a vita in appello in quanto riconosciuti colpevoli del sequestro di persona a scopo di estorsione di Minguzzi. La vittima venne ritrovata il primo maggio del 1987nel Po di Volano, nel Ferrarese.  Alfredo Tarroni, ora 70enne e ai tempi idraulico del paese e amico dei due condannati, è stato ritenuto innocente anche dalla Corte d’assise perchè gli elementi a suo carico non sarebbero solidi tanto da comportarne la colpevolezza. Ora sono tanti i punti evidenziati dall’accusa per condurre alla colpevolezza di Tarroni come conversazioni con uno dei due colpevoli il giorno successivo al ritrovamento del cadavere, il possesso in auto di una ricetrasmittente il cui suono fu udito dalla fidanzata della vittima la sera del rapimento. Il movente, secondo l’impugnazione, sarebbe stato economico il riscatto richiesto era di trecento milioni di lire, che avrebbero potuto essere equamente divisi tra i tre. La Suprema Corte dovrà anche pronunciarsi sulle aggravanti non riconosciute a Tasca e Del Dotto.

Thumbnail RAVENNA: Delitto Minguzzi, ricorso in Cassazione contro assoluzione | VIDEO

EMILIA-ROMAGNA: Truffa alla Regione, i vertici di Eon Reality a processo il 28 ottobre | VIDEO

ATTUALITÀ - Finisce a processo la contrapposizione tra il gruppo californiano Eon Reality e la Regione Emilia-Romagna, con al centro un finanziamento pubblico da circa 6,3 milioni di euro ottenuto nel 2017 nell’ambito di un bando per l’attrattività delle imprese innovative e successivamente revocato dalla giunta regionale. Il gup Claudio Paris ha rinviato a giudizio tre persone: due figure ai vertici dell’azienda e un commercialista. La prima udienza del processo è stata fissata per il 28 ottobre. È stata invece stralciata dall’udienza preliminare la posizione di un quarto imputato, attualmente irreperibile. Le accuse contestate a vario titolo sono associazione a delinquere, truffa aggravata, malversazione di erogazioni pubbliche, reati fallimentari e tentata estorsione. Al centro dell’indagine c’è il contributo concesso a Eon Reality Inc. per un progetto di sviluppo tecnologico in Emilia-Romagna. Il piano prevedeva la realizzazione di un centro digitale interattivo dedicato alle tecnologie immersive nel territorio bolognese. L’investimento complessivo annunciato era di circa 24 milioni e 350 mila euro. Di questa cifra, 6,3 milioni provenivano da fondi regionali. Il piano industriale prevedeva inoltre la creazione di 160 posti di lavoro a tempo indeterminato entro il 2022 nella sede di Casalecchio di Reno dove operava la società partecipata Eon Reality Italia srl. Il progetto, tuttavia, non è mai stato realizzato. La società italiana è stata successivamente portata al fallimento. Nel processo si sono costituiti parte civile la Regione Emilia-Romagna, la curatela fallimentare e una persona inizialmente indagata e poi archiviata, indicata come vittima della tentata estorsione.

Thumbnail EMILIA-ROMAGNA: Truffa alla Regione, i vertici di Eon Reality a processo il 28 ottobre | VIDEO