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FORLÌ: Morti in ambulanza, in campo anche i Ris di Parma | VIDEO

CRONACA - Proseguono le indagini sul caso delle morti sospette in ambulanza a Forlì. Domani i Ris di Parma effettueranno un controllo sugli strumenti medici che Luca Spada potrebbe aver usato per uccidere le vittime. Il DNA di Luca Spada potrebbe trovarsi nelle siringhe usate per dare la morte agli anziani durante il loro viaggio in ambulanza. È l’ipotesi su cui sta lavorando la Procura di Forlì, che prosegue le indagini sul caso che vede indagato il 28enne di Meldola, dipendente della Croce Rossa, per omicidio plurimo volontario. In scena entrano nientemeno che i RIS di Parma, che mercoledì dovranno effettuare un accertamento medico irripetibile sul materiale sequestrato nell’ambulanza solitamente usata dall’indagato. Connettori a tre vie, cateteri, aghi e siringhe: tutto materiale che Spada aveva a disposizione ma che non avrebbe dovuto utilizzare, in virtù del suo ruolo di semplice trasportatore, e sul quale gli investigatori cercheranno il DNA del 28enne come prova del suo coinvolgimento nei decessi. Decessi che, secondo una prima ipotesi, potrebbero essere avvenuti iniettando aria nelle vene delle vittime. Luca Spada, nel frattempo, continua a professarsi innocente. La sua avvocata, Gloria Parisi, seguirà gli accertamenti di mercoledì. A Parma saranno presenti anche i legali delle famiglie delle vittime. Sono cinque i morti sospetti sui quali si stanno concentrando le indagini.

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RAVENNA: Certificati anti Cpr, contestazione dei medici al sistema | VIDEO

CRONACA - I falsi certificati anti-rimpatrio sono stati realizzati per evitare il trasferimento degli stranieri irregolari nei Cpr, in un'ottica di aperta contestazione del sistema di gestione dell'immigrazione clandestina. Questo quello che sarebbe emerso dall'indagine della Procura di Ravenna a carico degli otto medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale civile cittadino. Ed è per questo motivo che il giudice ha disposto nei giorni scorsi la misura cautelare dell'interdizione della professione per 10 mesi per tre medici mentre per altri 5 è scattato il divieto, anche qui per 10 mesi, di occuparsi dei certificati per l'idoneità ai centri. La Procura ravennate aveva chiesto per tutti, accusati di falso ideologico continuato e di interruzione di pubblico servizio, l'interdizione per un anno dalla professione. Il Gip ha modulato le misure, ma ha accolto l'impostazione accusatoria e ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari sul rischio di reiterazione .Nel provvedimento del giudice si sottolinea in particolare il forte coinvolgimento ideologico ed emotivo e la ripetitività delle condotte da parte degli indagati. Il tema, secondo il giudice, non è l'adesione a determinate idee ma il fatto che la condivisione delle stesse si sia tradotta in comportamenti antigiuridici particolarmente gravi e in contrasto con le regole deontologiche. Nell'ottica del Gip è questo che conta e non invece le manifestazioni di disprezzo verso le forze dell'ordine, emerse dalle chat agli atti o verso la direzione sanitaria. Le manifestazioni di solidarietà ai medici indagati a Ravenna per i certificati anti-Cpr da parte di politici, colleghi e altri movimenti, arrivate quando l'indagine è diventata di dominio pubblico, non hanno fatto venire meno il rischio che il reato si ripetesse e il giudice ha segnalato come il pericolo di reiterazione abbia trovato conferma proprio nelle dichiarazioni spontanee dei medici, per iscritto, negli interrogatori preventivi quando hanno infatti ribadito di aver seguito le disposizioni del codice deontologico senza porsi il problema della legge violata

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BOLOGNA: Referendum, Bobo Craxi per il Sì, “Il voto non salva il Governo”

POLITICA - “È molto importante, al di là dell’orientamento sul Sì o sul No, che la gente vada a votare: sarebbe un grande segnale democratico in un momento di fragilità del Paese”. Da Bologna, alla CostArena, Bobo Craxi rilancia così la posizione socialista in vista del referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo. L’iniziativa, promossa dal Psi, ha visto tra gli interventi anche quello del presidente regionale Francesco Bragagni e si è chiusa proprio con Craxi, presidente del comitato “Avanti è Sì”.  Nel suo ragionamento, Craxi ha invitato a non leggere l’esito del voto come “una spallata governativa”, ma a chiedersi piuttosto chi, in caso di bocciatura, possa davvero intestarsi il risultato, “se l’opposizione o l’Associazione nazionale magistrati”. E ancora: “Se si pensa di confermare o rilanciare l’azione del governo con l’esito di questo voto si commette un errore”. Sul piano politico, poi, ha osservato che nel Pd le diverse posizioni non vanno lette come “una frattura culturale”. Per Bragagni, invece, resta aperto “il nodo dell’anomalia italiana nel rapporto tra giudici e pubblici ministeri”.

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RIMINI: Referendum, Bisogni (Csm) per il No, “a rischio l’indipendenza dei magistrati” | VIDEO

ATTUALITÀ - Il fronte del No boccia la riforma della Giustizia. Secondo il magistrato del CSM Marco Bisogni, il provvedimento non accelera i processi, ma indebolisce l'autonomia delle toghe. Lo sdoppiamento del CSM è visto come un regalo alla politica.   Nessuna risorsa ulteriore alla giustizia, processi non più veloci è i rischi per l’indipendenza della magistratura. Fronte del No compatto contro la riforma, al centro del prossimo referendum, definita come un salto nel buio che non renderà più efficiente il sistema. “Votare no perché questa riforma non risolve nessuno dei problemi reali della giustizia – spiega il magistrato Marco Bisogni, componente del Consiglio superiore della magistratura -, non mette maggiori risorse, non elimina gli errori giudiziari, ma semplicemente amplifica situazioni che sono già abbastanza complesse e problematiche”. Con l'eventuale separazione delle carriere che tipo di Pubblico ministero si andrebbe a definire? “La riforma e i proponenti – risponde il magistrato - hanno in mente un pubblico ministero ‘avvocato dell'accusa’, quindi da parte imparziale e interessato essenzialmente soprattutto all'accertamento della verità a una parte processuale che deve raggiungere un obiettivo. Non è un tipo di pubblico ministero che mi piace e che garantisce il cittadino, specie quelli meno abbienti”. Con lo sdoppiamento del CSM quali sarebbero i rischi? “Lo sdoppiamento del CSM indebolisce la magistratura, perché indebolisce la capacità della magistratura stessa di rapportarsi rispetto alla politica e alle eventuali riforme”. Insomma, una riforma, che non va a toccare temi come velocizzare i processi, ma che si concentra sulla figura del magistrato? “La riforma, secondo me, ridurrà l'efficienza della magistratura, perché spaccherà in due un organo che in questo momento è un organo centrale e che gestisce tutti i processi dall'inizio alla fine. Ne avremo due diversi che dovranno raccordarsi necessariamente per gestire le procure e i tribunali”.

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RAVENNA: Tentata estorsione, denunciato 24enne a Marina

CRONACA - I carabinieri di Marina di Ravenna hanno denunciato in stato di libertà un 24enne, già noto alle Forze dell’Ordine, ritenuto responsabile di un tentativo di estorsione per via telematica. L’attività investigativa è scaturita dalla denuncia di un giovane che aveva dichiarato di aver ricevuto una richiesta di denaro con la minaccia della diffusione di suoi dati personali. L’attenzione si è focalizzata sul conto corrente bancario verso il quale la vittima avrebbe dovuto versare la somma di denaro richiesta illecitamente e gli accertamenti hanno confermato che l’utenza telefonica associata al conto era in uso esclusivo al sospettato e il documento d’identità esibito per l’apertura del rapporto (mai denunciato come smarrito o rubato) apparteneva proprio al ventiquattrenne.

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