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CESENA: Sanzionati due studenti per striscione, Ufficio scolastico chiede chiarimenti

ATTUALITÀ - Al Liceo "Monti" di Cesena due studenti di quinta sono stati sanzionati l'ultimo giorno di scuola. I ragazzi avevano esposto da una finestra dell'istituto uno striscione con la scritta "L'Italia agli Italiani". La punizione inflitta prevede il voto di sei in condotta e l'obbligo di redigere una relazione critica. Nell'elaborato gli studenti dovranno spiegare il significato e le precise motivazioni del loro gesto. L'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna si è subito attivato per fare luce sull'accaduto. Il direttore generale ha chiesto un rapporto all'Ambito territoriale e informazioni alla dirigente del liceo. Successivamente, l'Ufficio ha inviato alla preside una formale richiesta di ulteriori chiarimenti. Si chiede in particolare l'attinenza tra la relazione assegnata e la valutazione di sei decimi in condotta. L'intervento ispettivo si muove nel pieno rispetto delle prerogative degli organi collegiali della scuola. L'Ufficio Scolastico Regionale ha infine garantito che continuerà a seguire la vicenda con la massima attenzione.

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RIMINI: Legali di Dassilva, “ci sono cinque piste alternative” | VIDEO

CRONACA - I legali di Louis Dassilva sono convinti che vi siano cinque piste alternative nell’omicidio di Pierina Paganelli, tra cui la traccia genetica di ‘Maschio 3’.   Dopo i due anni di “vita sospesa” di Louis Dassilva, come l’hanno definita i suoi legali, Riario Fabbri e Andrea Guidi passano al contrattacco evidenziando le falle dell’impianto accusatorio che hanno portato all’assoluzione del 36enne nel processo sull’uccisione di Pierina Paganelli. Indagini viziate sin dall’inizio – per la difesa – dall’errata attribuzione della figura ritratta dalla telecamera della farmacia, la cosiddetta Cam3. Gli avvocati, che giovedì pomeriggio hanno incontrato la stampa insieme a Dassilva, rilanciano cinque piste alternative ignorate dagli inquirenti. “Quella del cappello all'interno della bocca della signora Pierina – spiegano i legali -. La seconda è quella della macchia di sangue all'interno del box di Manuela Bianchi e quindi la campionatura che è stata eseguita ma non è stata mai analizzata. Dopodiché vi è quella della pista/indicazione, un rumore che si sente alle 22.14.29 di una porta tagliafuoco che ci indica che l'assassino, dopo aver compiuto l'aggressione mortale, si è nuovamente recato all'interno dei corselli del box e quindi allontanato in direzione verosimilmente di una tagliafuoco che poi non viene registrata dalla cam-3. Siamo dal lato dei parcheggi di via dell'Iris, quindi un allontanamento del soggetto che non va, quindi al civico 31. Dopodiché vi è quella della traccia genetica del Maschio 3. L'altra è quella sugli approfondimenti sui telefonini che dovevano essere svolti sin da subito e che avrebbero restituito che alcune dichiarazioni che sono state rese in fase di indagini preliminari non potevano essere a nostro avviso veritiere. O comunque andava riscontrato alcuni aspetti che sono accaduti nella casa dei vicini per verificare per esempio se l'adunanza sia stata vista dall'inizio alla fine e se sia compatibile l'utilizzo dei telefonini con il dichiarato dei vari soggetti”. Ancora duri affondi nei confronti di Manuela Bianchi dopo il suo cambio di versione: “Riteniamo che le dichiarazioni di Manuela Bianchi siano processualmente inattendibili, non credibili e quindi non idonee a supportare, ad arrivare a costituire un indizio contro Louis Dassilva. E saremo veramente molto curiosi di leggere quali saranno le motivazioni della Corte d'Assise che chiaramente dovrà verificare prima la credibilità soggettiva e poi anche quella degli scontri oggettivi individualizzanti, quindi capire che cosa riterranno. Se verranno dichiarati entrambi gli aspetti inattendibili, valuteremo anche delle azioni che ci riserviamo di valutare appunto leggendo le motivazioni”.

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FORLI’: Sindacati, “adesione altissima allo sciopero e presidio alla Bonfiglioli”

ATTUALITÀ - I dipendenti della produttrice di riduttori Bonfiglioli "hanno dato oggi un segnale di grandissima consapevolezza di fronte alla gravità di quanto sta accadendo nel loro stabilimento" con una adesione " allo sciopero che è stata altissima nonostante l'azienda avesse autorizzato, proprio in concomitanza con lo sciopero, una giornata di smart working extra". E' quanto sostengono i sindacati alla luce della mobilitazione con presidio indetta dopo che la società bolognese, nei giorni scorsi, ha deciso di presentare disdetta del contratto d'appalto, con BCube che rischia di lascia senza lavoro diverse persone.     A manifestare insieme ai lavoratori di Bonfiglioli 30 dipendenti di Bcube e Client. La mobilitazione continuerà nello stabilimento di Calderara per tutta la giornata, con scioperi articolati fino alle 2 di questa notte. In contemporanea hanno scioperato anche gli stabilimenti Bonfiglioli di Forlì, Carpiano e Rovereto.      "Siamo pronti a fare tutto quello che sarà necessario per raggiungere una soluzione, che deve partire dall'applicazione dell'accordo sindacale sugli appalti del 1997 - osserva Simone Selmi, Segretario Generale della Fiom-Cgil Bologna. -: questo è il punto dirimente e ineludibile. Siamo sempre pronti a tornare al tavolo, ma anche a sostenere le cause per l'applicazione dell'accordo".     A giudizio di Roberto Ferrari della segreteria Uilm Bologna, "le lavoratrici e i lavoratori Bonfiglioli, aderendo in massa allo sciopero, hanno lanciato all'azienda e a Confindustria un messaggio forte e chiaro: automazione, transizione e innovazione tecnologica non devono ricadere sempre sull'anello debole della catena, su chi si è sempre speso, col proprio sudore, per far guadagnare l'azienda" mentre per Domenico Conte, della Usb Lavoro Privato, "non si può accettare che in un'azienda con la storia sindacale di Bonfiglioli si cancellino decenni di relazioni e si favorisca un progetto di finta modernizzazione che in realtà significa licenziamenti e perdita di posti di lavoro negli appalti e che peggiorerà anche le condizioni dei lavoratori Bonfiglioli"

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RAVENNA: Schianto tra tre auto, gravi due donne, ferita bimba di 6 anni | VIDEO

CRONACA - Due donne ricoverate in gravi condizioni al Bufalini di Cesena e una bambina di 6 anni con traumi di media gravità. È il bilancio di un violento incidente avvenuto questa mattina sulla via Glorie, a Villanova di Bagnacavallo nel ravennate. L’incidente si sarebbe verificato poco dopo le 8 all’altezza del civico 213. Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli agenti della Polizia Locale della Bassa Romagna, intervenuti sul posto insieme ai Carabinieri di Traversara, tutto sarebbe iniziato da una collisione tra una Fiat Punto e una Citroen C4 che viaggiavano nella stessa direzione, verso Villanova. Alla guida della Fiat si trovava un uomo di circa 50 anni, mentre sulla Citroen viaggiava una donna 40enne insieme alla figlia di 6 anni, correttamente assicurata al seggiolino con la cintura di sicurezza. In seguito all’urto, la Citroen avrebbe sbandato verso il centro della carreggiata andando a invadere la corsia opposta, dove si è scontrata con una Peugeot 3008 condotta da una donna di 28 anni. L’impatto è stato particolarmente violento. La Peugeot è finita nel fossato a bordo strada, mentre gli altri due veicoli si sono arrestati sulla carreggiata. Per liberare la conducente della Peugeot è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco di Ravenna con una squadra operativa e l’autogru proveniente da Lugo. Sul posto sono intervenute tre ambulanze, l’elisoccorso e il personale del 118. Dopo le prime cure, la 28enne è stata trasportata in elicottero all’ospedale Bufalini di Cesena in condizioni giudicate molto gravi. Gravissime anche le condizioni della conducente della Citroen, trasferita in ambulanza allo stesso ospedale. La bambina ha riportato traumi di media gravità ed è stata accompagnata in ospedale insieme alla madre. Illeso invece il conducente della Fiat, che ha rifiutato le cure dei sanitari. Per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi, via Glorie è stata completamente chiusa al traffico per diverse ore. Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, un ruolo determinante nell’evitare conseguenze ancora più gravi lo avrebbe avuto l’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte di tutte le persone coinvolte nell’incidente.   video Massimo Argnani

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RAVENNA: Inciampò al seggio e morì dopo 20 giorni, due indagati

CRONACA - A 83 anni era andata al suo seggio di Ravenna a votare per le Europee del 2024, ma era inciampata in una mattonella del pavimento di linoleum sollevata ed era morta dopo una agonia di 20 giorni a causa del forte trauma cranico patito. Per quanto accaduto il 9 giugno 2024, come riportato dal Resto del Carlino, la Procura ravennate ha chiesto il rinvio a giudizio di due persone per omicidio colposo in cooperazione. Sono l'allora dirigente scolastica, una 45enne e il 52enne che era il dirigente comunale dell'ufficio Edilizia Scolastica. I sopralluoghi degli ispettori della Medicina del Lavoro dell'Ausl Romagna avevano messo in evidenza il fatto che quel problema legato al degrado del pavimento, in taluni punti perfino riparato con nastro isolante, fosse già stato segnalato in passato e più volte. Il figlio della donna è pronto a costituirsi parte civile.

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