BOLOGNA: Morte Fakir, la nipote, “vogliamo verità e giustizia” | VIDEO
CRONACA - A poco più di un giorno dalla morte di Abderrahim Fakir, migliaia di persone si sono riunite in piazza Nettuno, a Bologna. Sul palco i familiari del quarantaduenne, morto durante un intervento della polizia al Pilastro, insieme al sindaco Matteo Lepore e ai rappresentanti delle istituzioni. La nipote Yossra ha chiesto verità, giustizia e dignità, precisando che la famiglia non cerca odio né vendetta. Lepore ha espresso vicinanza ai parenti e ribadito che Bologna non rinuncerà ai valori della democrazia. Durante la manifestazione la sorella di Fakir ha accusato un malore ed è stata soccorsa dal personale del 118. Intorno alle venti, terminato il momento di raccoglimento, una parte dei presenti si è mossa in corteo verso piazza Roosevelt, davanti alla Prefettura e alla Questura. Familiari e amici di Fakir hanno provato più volte a calmare i manifestanti più agitati e a evitare il contatto con le forze dell’ordine. La tensione è però aumentata. Sono stati lanciati oggetti contro il cordone di polizia, mentre gli agenti hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Gli scontri si sono poi estesi lungo via Ugo Bassi, con danneggiamenti, barricate improvvisate e ripercussioni sulla viabilità. È stata annullata anche la proiezione del cinema in piazza Maggiore. Il bilancio è di ottanta feriti tra le forze dell'ordine. L’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, ha condannato le violenze, definendole un’ulteriore ferita inflitta ai parenti e ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine impegnate durante i disordini. Intanto la magistratura prosegue gli accertamenti: sarà disposta l’autopsia sul corpo di Fakir e saranno analizzate anche le immagini delle bodycam degli agenti. I DATI DELLA QUESTURA La Questura di Bologna ha comunicato il resoconto della serata di disordini. Tra gli operatori delle forze dell’ordine - si legge in una nota - sono 64 i feriti, con prognosi dai 3 ai 35 giorni. Risultano danneggiati sei mezzi della Polizia di Stato. Sono state imbrattate e danneggiate vetrine di esercizi commerciali, banche con i relativi sportelli bancomat e sei cassonetti della spazzatura. Due auto sono state incendiate e diverse decine di biciclette, utilizzate per creare una barriera volta ad ostacolare l’intervento della Polizia di Stato, sono state distrutte. È stato inoltre completamente danneggiato un cantiere dei lavori tramviari. La grande quantità di materiale video-fotografico è al vaglio delle sezioni investigative al fine di individuare i soggetti responsabili dei reati commessi, parte dei quali sono già stati identificati.