Il Cesena da viaggio brevetta un altro modo per tornare a casa furibondo e con una valigia piena di rimpianti. Perlomeno, rispetto a Bari e Monza, stavolta gli uomini di Mignani non hanno perso, ma l'1-1 finale dell'Euganeo assomiglia tanto a una sconfitta o comunque a un'incredibile occasione persa. Escludendo il primo quarto di partita dedicato ai convenevoli, con una saetta di Bortolussi che sfiora l'incrocio al minuto 18, il Cavalluccio è dominante. Al 19' colpisce un palo con Ciervo, dopo che Sorrentino allunga le mani sul diagonale di Olivieri, che al 24' sfiora il vantaggio anche di testa. Ma è il secondo tempo che si gioca a una porta, anche perchè con Berti e Blesa in campo è tutta un'altra storia. Al 66' lo spagnolo calcia al volo su cross dalla destra di Ciofi, divorandosi un meritato vantaggio, poi ci prova anche Berti tre minuti dopo, ma il suo sinistro non inquadra la porta. Per sbloccare il risultato serve l'ingresso di un altro panchinaro, Manolo Adamo, che al 72' entra per Frabotta e al 76' inventa un gol favoloso: Ciervo guida la transizione e il numero 17 del Cesena infila la palla all'incrocio con una meraviglia. La squadra di Mignani, dopo aver fatto la cosa più difficile, controlla serena fino al minuto 86, quando Klinsmann commette il primo errore del proprio campionato, amplificato dal fischio del riminese Zanotti, che regala un rigore inesistente al Padova. Il Var Volpi sana l'errore dell'arbitro, ma la squadra di casa ora ci crede e, proprio in pieno recupero, trova il gol del beffardo 1-1 con il cross di Crisetig, che accarezza il palo e batte Klinsmann. Per il Padova è un punto insperato, per il Cesena sono due punti persi che gridano vendetta.