PODISMO: Tra sport e storia sale l’attesa per la “Notturna di San Giovanni” | VIDEO
Sabato 13 giugno tornerà a Cesena l’atteso appuntamento con la “Notturna di San Giovanni”. La corsa podistica che apre i festeggiamenti del Santo Patrono della città. Un’edizione che oltre a sport e competizione porterà con sé anche tanti riferimenti storici, culturali e civili. Partenza fissata alle ore 20.
Una tradizione lunga 52 anni che è sempre un nuovo inizio. È la celebre “Notturna di San Giovanni”, la corsa podistica organizzata dal Gruppo Podistico Endas Cesena che inaugura i festeggiamenti di San Giovanni, Santo Patrono della città. La corsa, che anche nell’edizione 2026 – la 52esima della sua storia – chiamerà a raccolta centinaia di atleti professionisti e amatoriali cesenati e non solo, si terrà sabato 13 giugno. Alle ore 20 partirà la gara competitiva; partenza libera, invece, dalle 18 per chi si asterrà dall’agonismo o sfrutterà la serata estiva per una suggestiva passeggiata sui colli di Cesena. 11 km ad anello che da Piazza della Libertà attraverseranno il centro, arriveranno in via Rio Marano per salire sulla pendente via Ridolfi. Scenderanno dai Gessi, ponte Abadesse e rientreranno al traguardo in piazza della Libertà.
L’edizione di quest’anno della “Notturna di San Giovanni” porta con sé anche un risvolto storico e culturale veicolato dalla stessa Endas Cesena. Endas ha scelto di celebrare gli Ottanta anni della Repubblica Italiana attraverso la promozione dei valori sociali dello sport. “L’esperienza sociale più nobile che ha permesso al popolo di ritrovarsi come Nazione”, ha spiegato lo storico Domenico Guzzo invitato per l’occasione. Un intervento che ha ricordato come i successi e gli episodi più significativi legati allo sport abbiano restituito “una prima forma di coscienza nazionale” – ha aggiunto. Da Tullo Morgagni, giornalista forlivese che inventò il Giro di Italia, all’oro olimpico nel 1948 a Londra del discobolo Adolfo Consolini fino alla strage di Superga che nel 1949 condusse alla morte il “Grande Torino” trasformando i calciatori granata “in eroi civili”, ha detto Guzzo. Rendendo il calcio la prima passione popolare della neo nata Repubblica Italiana.
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