CALCIO: La città convince Diamanti, “Cesena? Vive il calcio come me” | VIDEO
Entusiasmo, passione e poche regole. Con gli stessi ingredienti con cui deliziava i tifosi della Nazionale o dei club in cui ha giocato, Alessandro Diamanti, proverà a plasmare il suo Cesena. L’allenatore toscano è arrivato in città per la presentazione ufficiale all'Orogel Stadium.
Talento puro capace di intrecciare qualità invidiabili donate dal destino a una passione viscerale divenuta ragione di vita. Senza regole. Immune dall’asfissiante richiesta di adeguamento a un’immagine tecnica che rispecchiasse le idee altrui. Espressione di un calcio italiano che da anni ha rinnegato sé stesso. Questo è Alessandro Diamanti, il nuovo allenatore del Cesena scelto e ottenuto dal Ds Andrea Mancini e al debutto su una panchina del calcio professionistico. Sarcasmo e spontaneità tipiche della Toscana più verace. Il pensiero fisso rivolto alla famiglia. Oggi ancora in Australia dove “Alino” risiede da quando ha dato l’addio al campo, ma pronta a raggiungerlo in Romagna. E il suo infinito entusiasmo. Che tra calci di punizione riconosciuti alla unanimità come capolavori balistici dai calcoli impossibili; dribbling e qualche eccesso che ha consolidato il binomio genio-sregolatezza sinonimo di campione, ha lasciato il segno in tutte le piazze che hanno ammirato il ragazzo di Prato con “la 23” sulle spalle.
"Entusiasmo, energia, garra. Trasmettere queste qualità è fondamentale - ha affermato a più riprese durante la conferenza stampa il nuovo tecnico biancoero Alessandro Diamanti -. Fortunatamente penso di averle da sempre e non me le ha insegnate nessuno. Si può parlare di tattica o di tecnica, ma alla fine sono questi i valori che fanno la differenza in un gruppo. E la scelta di Cesena si poggia anche su queste ragioni - ha dichiarato con sincerità l'ex fantasista di Bologna e West Ham -. È una piazza clada; si vive con passione. Cesena vive per il Cesena. E questo è un aspetto che ha influito moltissimo nella decisione. Io sono e sempre sarò questo" - ha concluso sorridente.
Dal mar Ligure al Tirreno. Dal canale della Manica alle sponde del Reno fino alle spiagge sull’Oceano. Sempre uguale. Fino alle rive del Savio. Dove certo non è tutto oro quel che luccica, ma proprio per questo, forse, esistono anche i Diamanti.
"Da giocatore andavo in campo per la folla - ha ricordato Diamanti -. E questo approccio mi ha dato e aiutato tanto. Voglio trasmetterlo ai miei giocatori. Perchè le emozioni vanno tirate fuori. E - ha ammesso con una velata nostalgia - questo è un calcio che si vede sempre meno".
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